Buenos Aires, la città che non dorme mai

by Francesco d'Amato Print This Article

Capitale dell’Argentina e seconda città più importante del Sudamerica dal punto di vista economico, Buenos Aires conta circa 3 milioni di abitanti, che diventano 12 se si considera anche la sua area metropolitana. Fu fondata nel 1536 dal conquistador spagnolo Pedro de Mendoza col nome di  Ciudad del Espíritu Santo y Puerto Santa María del Buen Ayre. Dopo essere stata nel 1776 capitale del Vicereame del Rio de la Plata, Buenos Aires si trasforma completamente nella seconda metà del XIX secolo, con l’arrivo di una massiccia immigrazione soprattutto da Spagna e Italia. Successivamente arriverà manodopera tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e dalle politiche del governo argentino tese all’ingresso di cittadini stranieri. Ancora oggi uno dei quartieri più famosi e caratteristici è quello della Boca, abitato in grandissima parte da persone con antenati genovesi. Qui ha sede la Bombonera, la casa del Boca Juniors, una delle squadre di calcio più titolate del Sudamerica. Buenos Aires è altresì la capitale del tango, simbolo della città e della cultura argentina in tutto il mondo. Buenos Aires si divide in barrios, ciascuno con le sue caratteristiche tipiche. Il turista non può far a meno di visitare la Recoleta, quartiere fra i più antichi della città, che ospita la chiesa di Nuestra Señora de Pilar di epoca coloniale e oggi monumento nazionale. Da non perdere, poi Plaza de Mayo con la Casa Rosada (abitazione del Presidente della Repubblica), l’Obelisco, ovviamente il quartiere della Boca, quello Palermo, il più grande barrio della città porta un nome italiano perché sorge intorno alla chiesa di San Benedetto di Palermo, Puerto Madero e la Torre Monumental.

Il Club. Il Challenger Racket Open si gioca nel Racket Club, no dei più esclusici di tutta Buenos Aires, per molti anni sede della Vilas Academy. La struttura ha una trentina di anni ed è stata recentemente ristrutturata. I campi da tennis in terra sono 12, tutti all’aperto più altri 3 in cemento (di questi 2 outdoor e uno indoor, attualmente in disuso). Gli oltre 1700 soci del Racket Club hanno a disposizione inoltre due modernissime palestre, un ristorante, una piscina con solarium, un centro di cinesiterapia e un ampio parco giochi per i bambini.

Ticket. L’ingresso al torneo è gratuito.

Hotel. Quello ufficiale è il Ramada, a circa 8 km dal Racket Club. La struttura è molto grande, con circa 200 stanze, tutte con almeno 28 mq di superficie, letti queen size, wifi, frigobar, cable tv e aria condizionata. Gli ospiti della struttura posso usufruire gratuitamente di piscina e gym room, mentre la SPA e il Centro benessere sono a pagamento.

Trasporti. Per raggiungere il Racket Club dall’hotel o viceversa gli organizzatori mettono a disposizione uno shuttle bus per players e officials. Gli orari di partenza vengono aggiornati quotidianamente e affissi sia in hotel che nel circolo. Il tempo di percorrenza è di 10-15 minuti a seconda del traffico.

Food & Drink. La cucina argentina ha subito l'influsso della tradizione spagnola e creola, con richiami anche a quella italiana, in virtù dei tanti immigrati dal Belpaese. La bontà e genuinità delle carni argentine è riconosciuta universalmente, con gli animali d’allevamento che possono pascolare con libertà nell’immensa Pampa. I piatti tipici sono l'asado, grigliata di carne mista che in passato veniva cotta all'aperto direttamente sul fuoco; las empanadas, mezzelune di pasta brisé ripiene di carne di vitello, pollo, prosciutto e formaggio, ecc. Anche il pesce è molto buono e viene preparato in vari modi. Tra i dolci i più caratteristici sono gli alfajores e il dulce de leche.

Francesco D'Amato

Giornalista professionista dal 2003. Dopo aver lavorato per 2 anni a Cagliari nella redazione sportiva di Tiscali, dal 2002 ritorna a Roma dove si è trasferito a 19 anni per frequentare l’università. Nella Capitale cura prima l’ufficio stampa di Acciari Consulting, poi lavora in un’agenzia di stampa parlamentare. Vanta una collaborazione di 15 anni con la Federtennis nell’organizzazione degli Internazionali d’Italia. Entra in Crionet nel 2009, cogliendo al volo l’opportunità di tornare a occuparsi di tennis a tempo pieno.